Università degli Studi di Napoli "Parthenope"

Scheda dell'insegnamento

Anno accademico: 
2017/2018
Tipologia di insegnamento: 
Affine/Integrativa
Tipo di attività: 
Opzionale
Corso di afferenza: 
Corso di Corso di Laurea Magistrale in SCIENZE ECONOMICHE FINANZIARIE E INTERNAZIONALI
Settore disciplinare: 
ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI (SECS-P/11)
Lingua: 
Italiano
Crediti: 
6
Anno di corso: 
2
Docenti: 
Ciclo: 
Secondo Semestre
Ore di attivita' frontale: 
48

Obiettivi

Conoscere e monitorare le principali tipologie di rischio bancario di I° e II° Pilastro secondo quanto predisposto dall’attuale framework regolamentare, europeo ed italiano. Alla fine del corso lo studente sarà in grado di definire, misurare e gestire i seguenti rischi: rischio di mercato, rischio di credito, rischio di liquidità e rischio d’interesse, con riferimento sia al trading book, sia al banking book. Dal punto di vista normativo, particolare rilevanza sarà data al Regolamento UE 575/2013 (CRR) ed alla circolare della Banca d’Italia 285 del 17 dicembre 2013 (ultimo aggiornamento).

Prerequisiti

Formalmente nessuno; la conoscenza base del bilancio della banca e delle principali tipologie di rischi finanziari facilitano la comprensione degli argomenti. Per gli studenti che non possedessero queste conoscenze, il docente provvederà a fornire delle appropriate indicazioni bibliografiche di integrazione.

Contenuti

Il corso richiama gli strumenti base utilizzati dai risk managers per gestire i principali rischi finanziari della banca: duration e convessità per le obbligazioni, il beta con riferimento al comparto azionario e le greche per le opzioni. Successivamente, il corso si focalizza sullo studio di alcune tipologie di rischio secondo la logica propria del processo di risk management, che prevede la definizione, la misurazione e la gestione (monitoraggio) del rischio.

Metodi didattici

Lezioni frontali; esercitazioni; supporto didattico e materiali aggiuntivi e di approfondimento disponibili sulla homepage del docente.

Verifica dell'apprendimento

La verifica si basa su una prova scritta, composta da tre esercizi numerici e applicativi sugli argomenti svolti nel corso delle lezioni e nelle esercitazioni (circa l’ 80%) e da una domanda aperta sugli argomenti del programma (circa il 20%). Nel rispondere alle domande e agli esercizi numerici gli studenti dovranno dar prova di saper esporre sia i concetti fondamentali appresi durante il loro studio, sia di saper applicare e esporre – qualora richiesto dalla domanda o ritenuto utile per il contenuto della risposta – i modelli formalizzati trattati nelle lezioni e nei testi suggeriti per la preparazione. Possono essere anche richieste brevi esposizioni e dimostrazioni matematiche relative ad alcune teorie e modelli presentati e analizzati a lezione.
La prova scritta si compone comunque di quattro domande; ad ogni domanda sono allocati un massimo di 7,5 punti-voto, per un totale complessivo di 30. La lode può essere assegnata se lo studente mostra di essere in grado, nelle risposte, di approfondire le tematiche trattate anche al di là di quanto esposto nei testi di riferimento e nei materiali presentati a lezione. Il tempo assegnato per il completamento della prova è di circa 1 ora e 45 minuti. Non è ammesso durante la prova l’uso di appunti o testi pertinenti alla preparazione, né di supporti informatici (quali ad esempio smartphone, tablet, pc, ecc.).
Se il docente lo ritiene opportuno, per valutare meglio la preparazione, può anche essere svolto un colloquio orale. La votazione assegnata al colloquio orale viene espressa in trentesimi e fa media con quella della prova scritta (con eguale ponderazione) ai fini della votazione finale.

Testi

- materiali a cura del docente;
- Sironi A. (2008) “Rischio e valore nelle banche”, Egea;
- Hull J.C. (2015) “Risk management e istituzioni finanziarie” (edizione italiana a cura di Emilio Barone), Luiss University Press;
- http://www.bis.org/publ/bcbs158.pdf (“Revisions to the Basel II market risk framework”, July 2009)
- http://www.bis.org/publ/bcbs189.pdf (“Basel III: A global regulatory framework for more resilient banks and banking systems”, June 2011);
- http://www.bis.org/bcbs/publ/d352.htm (“Minimum capital requirements for market risk”, January 2016);
- http://www.bis.org/bcbs/publ/d368.htm (“Interest rate risk in the banking book”, April 2016);
- Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR);
- Circolare Banca d’Italia n. 285, 17 dicembre 2013;
- Circolare Banca d’Italia n. 286, 26 aprile 2016;
- Atto delegato 2015/61.

Altre informazioni

Risultati di apprendimento attesi
Conoscenza e capacità di comprensione: lo studente dovrebbe essere in grado di comprendere e gestire le principali tipologie di rischio bancario alla luce dell'attuale contesto normativo europeo ed italiano; inoltre, deve gestire i rischi analizzati in modo integrato, come fanno i gestori del rischio della banca.

Conoscenza e capacità di comprensione applicate: lo studente dovrebbe essere in grado di applicare le conoscenze specifiche acquisite nel valutare il trade-off tra la tolleranza al rischio della banca e un adeguato livello di redditività dell'istituto finanziario, tenendo conto dell'attuale quadro normativo. A tal fine, lo schema teorico e analitico per lo studio e la valutazione delle politiche di gestione del rischio sarà esposto nelle lezioni in aula, con l'ausilio di esempi e applicazioni reali. Queste applicazioni e temi possono anche essere discussi durante il periodo di assistenza dello studente.

Esprimere giudizi:
Al termine del corso lo studente deve aver acquisito la capacità di valutare criticamente i principali testi normativi (es. Regolamenti CE, regolamenti e linee guida della BCE, circolari della Banca d'Italia), al fine di misurare e gestire adeguatamente i rischi della banca e di monitorare i requisiti patrimoniali minimi. L'autonomia giudiziaria è sviluppata durante il corso attraverso lezioni frontali e incontri seminariali, che cercano costantemente l'interazione tra l'insegnante e lo studente.
Comunicazione: lo studente dovrebbe essere in grado di rispondere in un linguaggio chiaro e tecnico alle domande della prova scritta. In particolare, gli studenti dovrebbero parlare in un modo tecnico che permetta loro di comunicare con i gestori del rischio e altre figure professionali coinvolte nel processo di gestione del rischio.

Capacità di apprendimento permanente: lo studente dovrebbe essere in grado di mostrare una buona capacità di apprendimento, allargando, ad esempio, le proprie conoscenze con l'uso di riferimenti bibliografici pertinenti e testi normativi che si riferiscono agli argomenti investigati. Lo studente dovrebbe anche essere in grado di valutare l'impatto e i vincoli degli attuali schemi normativi sul rischio e sulla redditività delle banche.