Università degli Studi di Napoli "Parthenope"

04/10/2019

Come devono essere composti i consigli di amministrazione per ottenere maggiore efficienza? Come si dovrebbero applicare delle regole per prevenire nei consigli di amministrazione i conflitti di interesse?

 

 

Sono queste alcune delle domande che si sono posti gli studiosi intervenuti al convegno internazionale ‘New Challenges in Corporate Governance’ promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università ‘Parthenope’ con il prof. Federico Alvino, dal Dipartimento di Management dell’Università ‘La Sapienza’ con il prof. Salvatore Esposito De Falco e dal Virtus Global Enterpress con il prof. Alexander Kostyuk.

Nel corso dell’incontro (che proseguirà fino al 4 ottobre) sono giunti a Villa Doria d’Angri docenti e professionisti provenienti da ogni parte del mondo per confrontare le proprie esperienze sui meccanismi di funzionamento degli organi di governo e controllo delle imprese, in un contesto di nuove sfide tecnologiche, ambientali ed economiche.

I relatori hanno analizzato modalità e possibilità di sviluppo e di miglioramento nella gestione delle imprese, valutando quali possano essere gli strumenti da mettere in campo per favorire un progresso tecnologico ed il raggiungimento di risultati sempre più elevati. La composizione del consiglio di amministrazione di una impresa, per esempio, intesa come età, provenienza, rappresentanza di genere, livello di istruzione dei suoi componenti è di fondamentale importanza perché può avere un riflesso sulle performance dell’azienda stessa. Nella realizzazione di una impresa, quindi, va prestata la massima attenzione ad ogni minimo dettaglio, soprattutto oggi, in un mondo di grande concorrenza e di evoluzione tecnologica rapidissima.

Durante l’incontro è stato presentato il volume ‘Challenges and opportunities in Italian corporate governance’, curato da Esposito De falco, Alvino, Cucari, Lepore, che esamina la corporate governance in Italia, tracciando le linee portanti del sistema in un Paese caratterizzato da piccole e medie imprese che spesso sono ancora indietro nella formazione su queste tematiche.

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