Università degli Studi di Napoli "Parthenope"

12/01/2018 - 16/01/2018

Il progetto nasce con lo scopo di agevolare gli studenti nella difficile fase di transizione dalla scuola all’università.

“Compito delle Università – ha sottolineato il prof. Stefano Dumontet, delegato per l’orientamento della Parthenope – è di comportarsi da servizio pubblico, fornendo ai giovani studenti tutte le informazioni al fine di scegliere il miglior percorso universitario del sistema Campania, indipendentemente dall’Ateneo prescelto. Anche il meccanismo dell’alternanza scuola/lavoro deve essere seguito con attenzione dagli Atenei perché vi sono 1 milione e 600 mila ore da erogare in Italia ma sono forti le differenze da regione a regione”.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il protocollo ‘Rifiuti Zero’ sottoscritto dall’Università con l’associazione ‘Rifiuti Zero’ che da anni lavora con importanti albergatori della penisola sorrentina per favorire la salvaguardia ambientale e il turismo sostenibile.

‘La sostenibilità oggi non è un lusso, è una prassi da dover sviluppare’ hanno sottolineato i rappresentanti dell’associazione, presentando quello che hanno detto essere il primo albergo a ‘rifiuti zero’ d’Italia: il Conca Park Hotel, passato dalla produzione di 120 tonnellate di rifiuti l’anno a 25 tonnellate.    

‘La Campania è la terza regione d’Italia per presenza di piccoli comuni – ha sottolineato Vito Amendolara, Vice Presidente Federazione Europea Sicurezza Alimentare e Frodi – questo significa un grande potenziale per la ruralità, l’agricoltura ed il turismo ambientale. Dallo scorso luglio è entrata in vigore una normativa per la quale lo sviluppo dell’Italia non sarà più considerato solo in base al Pil ma anche al Bes (Benessere eco sostenibile) quindi sarà una priorità garantire un ambiente eco sostenibile. Questo vuol dire anche attenzione all’alimentazione,  in Campania spendiamo ogni anno un miliardo di euro di sanità per la cura di malattie che provengono da uno scorretto uso dell’alimentazione, a fronte dei nove-dieci miliardi in Italia. Eppure la nostra terra è la patria della Dieta Mediterranea, l’unico modello alimentare riconosciuto a livello mondiale, dalla Fao all’Organizzazione Mondiale della sanità, fino a riviste autorevoli come ‘Science’. Questi dati devono far riflettere sulla necessità di prestare maggiore attenzione a questi temi”.