Università degli Studi di Napoli "Parthenope"

02/10/2018
La politica di protezionismo americana avrà forti impatti negativi in Italia ma nel medio periodo potrà influenzare la geometria degli scambi e aprire altre opportunità per i paesi del Mediterraneo. Questo è quanto è emerso nel corso del convegno promosso da DISAE e CNR ISSM. 
 
Il Prof. Ayhan Kose, Direttore del Gruppo Prospettive di Sviluppo della Banca Mondiale, ha sottolineato che “La riduzione della crescita globale è dovuta soprattutto al protezionismo americano. In molte nazioni, tra cui l’Italia, questo comporterà un cambiamento molto forte perché le merci italiane dovranno trovare altre vie di sbocco, si alimenteranno gli scambi commerciali sud-sud, quindi con i Paesi emergenti come il Medio Oriente. Questo fenomeno nel breve periodo provocherà impatti negativi perché si ridurrà la produzione e quindi l’occupazione, nel medio periodo però si possono aprire scenari interessanti per i territori che si affacciano sul Mediterraneo”.
E’ perplesso però Salvatore Capasso, professore della Parthenope e direttore del CNR ISSM: “Stimolare gli scambi con altri Paesi del sud può essere positivo per il Mezzogiorno ma la forte instabilità politica che stiamo vedendo in Italia non agevola. Sfondare il deficit al 2,4 per cento, come vuole fare il Governo, può provocare danni enormi al debito pubblico, con un aumento dei tassi di interesse che il Paese dovrà pagare. C’è un problema serio di instabilità e incertezza”.
"La necessità di contenere deficit e debito pubblico, - ha poi sottolineato il professore della Parthenope Antonio Coviello - alla luce anche dei mutamenti della struttura demografica della popolazione italiana, sta riducendo il ruolo dello Stato nel campo della sicurezza sociale".

Il convegno è stato promosso dall’Università Parthenope con i proff. Salvatore Capasso, Marcella d’Uva, Rosaria Rita Canale, Mariangela Bonasia, Oreste Napolitano.