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Cianobatteri sulle coste della Campania: pericolo o opportunità?

27/07/2017 - 27/09/2017

Cianobatteri sulle coste della Campania: pericolo o opportunità?

I Cianobatteri (Cyanophyta) o alghe azzurre, sono organismi procarioti, precisamente eubatteri gram negativi,
diffusi ovunque, in laghi, fiumi, geyser, sorgenti idrotermali, coste.
I cianobatteri possono rappresentare sia una fonte pressoché inesauribile di nuove molecole, da utilizzare
nella lotta contro il cancro, sia un rischio per la salute pubblica, in quanto in grado di produrre sostanze tossiche
(chiamate cianotossine) in particolari condizioni di eutrofizzazione delle acque, dovute a scarichi provenienti
da attività industriali o agricole. Le specie d'acqua dolce, salmastra o salata, possono accumularsi in acque
superficiali come "fioriture" (blooms) e concentrarsi sulla superficie come schiume dal colore blu-verde.
Recentemente, i cianobatteri stanno attirando l'attenzione mondiale a causa di un severo incremento delle
fioriture tossiche (Cyanobacterial Harmful Algal Blooms – CHAB) durante le quali le cianotossine vengono
prodotte.
Una ricerca congiunta durata due anni condotta da un team di ricercatori campani costituito da Università degli Studi di Napoli Parthenope, diretto dal prof. Lega e Università degli Studi di Napoli Federico II, diretto dalla prof.ssa Costantino ha testimoniato per la prima volta la presenza di cianobatteri sulle coste della Campane. I risultati della ricerca sono stati presentati nell’articolo scientifico pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale
“Environmental Research Letter” . Il gruppo del Prof Lega ha messo a disposizione le specifiche competenze in tecniche e tecnologie avanzate
di monitoraggio ambientale, già validate nel campo dell’ingegneria ambientale forense, utilizzando
congiuntamente piattaforme satellitari ed aeree (inclusi droni), allestite con speciali sensori tra cui camere
termiche e multispettrali. Il gruppo di ricerca della Prof.ssa Costantino studia da anni i cianobatteri ed ha individuato in essi una nuova
molecola, lo smenamide, che rappresenta un composto guida nella progettazione di nuovi farmaci antitumorali.

I risultati ottenuti dall'analisi delle acque costiere campane hanno “stimolato” il Centro di Riferimento Regionale per la Sicurezza Sanitaria del Pescato (CRiSSaP), struttura regionale polifunzionale istituita nel 2015 per approfondire tematiche connesse alla sicurezza alimentare ed
alla sanità pubblica del pescato che, acquisita la notizia, ha deciso di avviare e coordinare un’indagine per
conoscere il possibile impatto dei cianobatteri sulla salute umana, sia attraverso le acque che le prime maglie
della catena alimentare relativa alla filiera del pescato, insieme anche all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania (ARPAC) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e l’Osservatorio Regionale per la Sicurezza Alimentare