Università degli Studi di Napoli "Parthenope"

30/06/2021

Per testarlo è stata allestita in Ateneo una vasca di calibrazione e collaudo di 600 litri ed i tecnici francesi della ALSEAMAR ne hanno spiegato il funzionamento, e sarà effettuata una prima prova di immersione autonoma in mare nel molo Beverello.

“Il Glider Seaexpolrer verrà utilizzato nelle prossime campagne oceanografiche antartiche – ha sottolineato il prof. Giorgio Budillon, Direttore del DIST – lo strumento può essere utilizzato in remoto in assenza di personale umano e può così raggiungere zone oceanografiche normalmente inaccessibili. Con tale investimento sarà possibile istituire a breve un centro di eccellenza a Napoli per l’utilizzo di strumenti marini “unhuman” e raggiungere così una nuova frontiera per le ricerche oceanografiche.”

“Uno strumento oceanografico autonomo – ha poi sottolineato il ricercatore del DIST Yuri Cotroneo - capace di navigare ad oltre 1000 metri di profondità raccogliendo dati oceanografici, fisici e biologici come temperatura, salinità, variazioni climatiche a lungo termine, fluorescenza e fotosintesi con elevatissima risoluzione in mare. Lo strumento può raccogliere i dati con elevatissima risoluzione in mare, portandoci ad aggiornare il comparto strumentale per le ricerche oceanografiche del PNRA, finanziato dal MIUR, gestito dall’ENEA per la parte logistica e dal CNR per la componente scientifica”.

“Un drone marino autonomo e comandato a distanza – ha poi aggiunto il prof. Pierpaolo Falco dell’Università Politecnica delle Marche – che oggi rappresenta la nuova frontiera della ricerca oceanografica, consentendo una più approfondita esplorazione del mare di Ross: nel muoversi sfrutta il principio di Archimede cambiando il proprio volume per spostarsi in verticale (come fanno i pesci con la vescica natatoria) e attraverso delle ali per spostarsi in orizzontale”.

Un altro aspetto innovativo e di fondamentale importanza lo sottolinea il dott. Alberto Greco (staff tecnico insieme ad Arturo De Alteris, Massimo De Stefano e Giovanni Zambardino): “E’ totalmente ecologico e sostenibile poiché non rilascia emissioni e con la propria batteria può funzionare anche per 30 giorni”.

Lo strumento rientra nelle “grandi infrastrutture di campagna” del PNRA, che trova oggi collocazione esclusiva nell’Università Parthenope e verrà utilizzato nelle prossime campagne oceanografiche anche da altri Atenei e centri di ricerca con l’ausilio dei tecnici e ricercatori dell’Università.

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/21_luglio_02/ecco-l-aliante-sottomarino-testato-all-universita-parthenope-indaghera-fondali-polo-sud-12fef5d2-db08-11eb-aa9c-a53adda0e415.shtml